Nata Helena Kowalska (1905-1938), mistica polacca e apostola della Divina Misericordia. Entrata nel convento carmelitano di Cracovia, visse intense esperienze mistiche con gli angeli.
"Improvvisamente un fuoco d'amore inconcepibile sgorgò dalla mia anima verso il Creatore. Non riuscendo a sopportare la nostalgia che saliva dalla mia anima verso di lui, mi prosternai, umiliandomi nella polvere.
Lo lodai per tutte le sue creature e quando il mio cuore non ebbe più la forza di sopportare ciò che lui provava, scoppiai in singhiozzi. Allora il mio angelo custode mi toccò e disse: 'Il Signore mi manda a dirti di rialzarti'.
Obbedii immediatamente, ma non mi sentivo consolata, anzi, la nostalgia di Dio mi invase ancor di più."
Un giorno durante l'adorazione
"Un giorno, mentre ero in adorazione, la mia anima soffriva atrocemente e non riuscii a trattenere le lacrime; allora vidi uno spirito di incredibile bellezza che mi disse: 'Il Signore ti ordina di non piangere'.
Dopo un istante domandai: 'Chi sei?' E lui rispose: 'Sono uno dei sette spiriti che stanno notte e giorno davanti al trono di Dio e lo lodano constantemente'.
Tuttavia quello spirito non aveva spento la mia nostalgia di Dio, anzi, l'aveva aumentata. La bellezza dello spirito deriva dalla stretta unione con Dio.
Non mi lascia un solo istante, mi accompagna dappertutto. L'indomani durante la Messa, prima dell'elevazione, cominciò a cantare queste parole: 'Santo, Santo, Santo' e il suo inno, impossibile descriverlo, risuonava come le voci di migliaia di persone."
L'Angelo Custode alla porta del convento
"Quando ho capito quanto sia pericoloso in questo periodo trovarsi vicino alla porta di entrata, a causa dei disordini rivoluzionari, e quante persone malvagie odiano i conventi, ho chiesto aiuto a Dio e l'ho pregato di fare in modo che nessun malintenzionato osasse avvicinarsi alla porta.
Allora ho udito queste parole: 'Figlia mia, fin dal primo momento in cui ti è stato affidato tale incarico, ho messo un cherubino di guardia. Quindi non devi avere alcun timore'.
Dopo essere ritornata dal mio incontro con il Signore, ho visto una leggera nuvola bianca che avvolgeva un cherubino con le mani giunte il cui sguardo era simile a un lampo."
Il Serafino dona l'ostia a Santa Faustina prossima alla morte
"Una grande luce circondava il Serafino: la divinità e l'amore divino si riflettevano in lui. Portava un abito dorato, ricoperto di una cotta e di una stola trasparente.
Il calice era in cristallo coperto da un velo anch'esso trasparente. Non appena mi donò il Signore, si dileguò. Una volta mi sorse un certo dubbio, un po' prima della comunione, e il Serafino, accompagnato da Gesù, apparve improvvisamente davanti a me.
Pregai Gesù e, non avendo ottenuto alcuna risposta, chiesi al Serafino: 'Non potresti confessarmi?'.
E lui rispose: 'Nessuno spirito del cielo ha tale potere'. In quel momento un'ostia si posò sulle mie labbra."