Le Visioni Angeliche di Margherita Maria Alacoque
Visione dei Serafini
Nella sua autobiografia, Santa Margherita Maria racconta come Dio desideri l'unione spirituale tra angeli e esseri umani, affinché possano partecipare reciprocamente al loro bene spirituale. Emergono due insegnamenti fondamentali:
"Dio esprime il desiderio che si coltivasse una devozione particolare agli angeli, creati per amarLo, onorarLo e lodarLo nel Santissimo Sacramento."
"Se fossimo più uniti a loro, gli angeli potrebbero intercedere presso la presenza divina, offrendo omaggio e amore in nostro nome. Questa comunione porterebbe beneficio a noi stessi e a tutti coloro che amano Dio, riparando inoltre le irriverenze commesse nella Sua santa presenza."
Il Concerto celeste
In un'occasione, mentre stava lavorando in ginocchio in un piccolo cortile vicino al Tabernacolo, fu investita da un profondo raccoglimento interiore ed esteriore. In quel momento contemplò il Sacro Cuore di Gesù risplendente come il sole, immerso nelle fiamme del Suo amore divino e circondato dai Serafini, che cantavano in un armonioso concerto:
"L'amore trionfa, l'amore gioisce; l'amore del santo Cuore ci rallegra."
Quando quei beati spiriti la invitarono a unirsi alle loro lodi, inizialmente non osò accettare. Ma essi la incoraggiavano spiegando che erano venuti per associarsi a lei, sostituendosi alla sua presenza davanti al Santissimo Sacramento affinché potesse amare senza interruzione attraverso la loro intercessione. A loro volta, avrebbero partecipato al suo amore, soffrendo nella sua persona come lei gioiva nella loro.
Dopo due o tre ore di canto celeste, sperimentò nel profondo dell'anima un effetto benefico: grazie ricevute e soavità spirituale che perdurava. Ne rimase talmente colpita che da allora, pregandoli, li chiamava sempre i suoi "divini amici".
— Vita Alacoque, Paragrafo 101: "Il concerto dei Serafini"L'Angelo Custode
Particolarmente toccante è il rapporto di Margherita con il proprio Angelo Custode, da lei descritto in prima persona con parole di profonda familiarità spirituale:
"Sentivo il mio fedele angelo custode che mi sosteneva, e avevo spesso la felicità di godere della sua presenza e di essere rimproverata e corretta da lui."
"Una volta, essendomi voluta immischiare a parlare del matrimonio d'una parente, mi mostrò che questo era indegno di un'anima religiosa e mi rimproverò severamente. Disse che, se mi fossi di nuovo immischiata in quel genere di faccende, mi avrebbe nascosto il suo volto."
"Non poteva sopportare la benché minima immodestia o mancanza di rispetto alla presenza del mio sovrano Maestro, davanti al quale lo vedevo prosternato a terra, e voleva che facessi lo stesso."
